Fonte Sangemini
L'acqua che ha reso famoso il borgo: medio-minerale, bicarbonato-calcica e iposodica, imbottigliata dal 1889 e storicamente bevuta alla fonte nelle cure idropiniche.
Il borgo umbro delle acque: sorgenti note sin dall'epoca romana, un medioevo di pietra tra i Borghi più Belli d'Italia e la città romana di Carsulae, lungo la Via Flaminia.
Sei un'attività del territorio? Crea la tua landing page sulla piattaforma SaaS →Dalle pendici del Monte Torre Maggiore sgorgano le fonti Sangemini e Fabia, note sin dall'epoca romana. Nel 1838 le prime analisi scientifiche; nel 1889 inizia l'imbottigliamento dell'acqua del borgo e viene inaugurato il Parco delle Fonti, legato da oltre un secolo alla storia del borgo.
L'acqua che ha reso famoso il borgo: medio-minerale, bicarbonato-calcica e iposodica, imbottigliata dal 1889 e storicamente bevuta alla fonte nelle cure idropiniche.
La sorgente gemella: oligominerale e freschissima, tradizionalmente bevuta alla cannella secondo la consuetudine del borgo.
Tra Otto e Novecento le cure idropiniche portano al borgo visitatori da tutta Italia: la "stagione delle acque" segna la storia di San Gemini.
Divulgazione di storia locale: composizione e caratteristiche delle acque da etichette e letteratura storica. Il portale non gestisce sorgenti, terme o Parco delle Fonti e non vende i loro servizi: per accessi, prezzi e informazioni ufficiali fai riferimento a gestori e produttori.
«Sangemini» e «Fabia» compaiono in questa pagina solo come toponimi e denominazioni storiche delle sorgenti: nessun riferimento a marchi commerciali omonimi, che appartengono ai rispettivi titolari.
Tra le due cerchie di mura si aprono scalinate, archi e tesori d'arte: dalle chiese medievali ai palaggi del libero comune, fino al vicino borgo di Cesi. Otto tappe per conoscerlo.
Il monumentale ingresso settecentesco voluto dai principi Santacroce: lo scalone che introduce al borgo, tra palazzi storici e botteghe.
Dedicato al patrono e rifatto in stile neoclassico tra il 1817 e il 1847 con il sostegno di Antonio Canova, che qui soggiornò: sotto l'altare maggiore riposano le reliquie del santo.
Il Santo soggiornò a San Gemini nel 1213. La chiesa gotica conserva affreschi quattrocenteschi di scuola umbra e un prezioso crocifisso ligneo.
Simbolo del libero comune medievale: l'arcone maestoso, gli stemmi affrescati degli Orsini e, accanto, la torre Esperia con la campana fusa nel 1318.
Capolavoro del romanico umbro citato nel 1036: il suo portale originale è oggi al Metropolitan Museum di New York; dentro, la Madonna del 1295 di Rogerino da Todi.
Il salotto del borgo, dove converge la vita del paese: la piazza cuore di San Gemini tra la chiesa gotica e il settecentesco palazzo comunale, con caffè e botteghe.
A pochi chilometri, ai piedi del Monte Torre Maggiore che alimenta le sorgenti di San Gemini: un borgo medievale dalle mura intatte, vicoli in pietra e belvedere sulla valle, porta d'accesso ai sentieri del monte.
Facciata romanica datata 1199 con portale cosmatesco e leoncini: nata come battistero e un tempo a pianta ottagonale, sorge accanto alle antiche mura.
Municipio romano sulla Via Flaminia, pianificato in età augustea e abbandonato per antichi smottamenti: il terreno lo protesse per secoli. Oggi si cammina tra le rovine di una vera città, sotto il cielo dell'Umbria.
Dalla romana Casventum al borgo del monaco Gemine, dai feudi degli Orsini e dei Santacroce alla fama mondiale dell'acqua: la storia di San Gemini scorre come le sue sorgenti.
Casventum: lungo la Via Flaminia sorge una domus con ricchi mosaici, oggi conservata in via del Tribunale.
Il monaco siriano Gemine predica e aiuta la comunità: il borgo gli prende il nome, Santo Gemine.
La devastazione saracena rade al suolo l'insediamento, che risorge più in alto, attorno al monastero.
Prima menzione di "Sanctum Geminum" nell'atto di fondazione dell'Abbazia di San Nicolò.
San Gemini diventa libero comune, sotto la protezione di papa Onorio III, affrancandosi da Narni.
Feudo degli Orsini dal 1530, è elevato a ducato: seguono le signorie che abbelliscono il borgo.
I principi Santacroce costruiscono la nuova cinta muraria e la monumentale Porta Romana.
Pio VI conferisce a San Gemini il titolo di città.
Inizia l'imbottigliamento e nasce il Parco delle Fonti: l'acqua del borgo conquista l'Italia.
San Gemini è tra i Borghi più Belli d'Italia e città del network Città Slow: il vivere lento delle acque.
Ristoranti, alberghi, guide, artigiani e molto altro del borgo e dei dintorni: le pagine pubbliche delle attività aderenti, con servizi, articoli, offerte e Menù sempre aggiornati.
Un calendario che attraversa tutte le stagioni: rievocazioni in armi, fiori sulle pietre e serate d'estate tra le mura. Date e programmi sono indicativi e definiti di anno in anno: verifica sempre sui canali ufficiali.
Il borgo si divide nei rioni Rocca e Piazza: offerte dei ceri, investitura dei cavalieri, corteo storico e taverne, fino alla gara equestre che incorona il rione vincitore. Il ciclo si conclude tradizionalmente intorno al 9 ottobre, giorno del patrono.
Le vie del centro si coprono di tappeti di petali e fiori essiccati, preparati per mesi dai sangeminesi: composizioni che segnano il passaggio della processione.
Musica, teatro e serate all'aperto tra piazze e cortili: la rassegna che accompagna l'estate del borgo.
Itinerari, guide, eventi, promozioni e servizi: i contenuti del portale e delle attività di San Gemini e dell'Umbria.
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Ideale come tappa tra Roma e il cuore dell'Umbria, a due passi da Terni, Narni e le Cascate delle Marmore.
Orari dei luoghi di interesse e monumenti variano con le stagioni: verifica sempre prima della visita.